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Cose da vedere in Toscana: visita alla Rocca di Pietracassia

 

Noi toscani diciamo sempre che “in Toscana c’è tutto” il mare, le colline, la montagna. C’è anche, quindi, l’imbarazzo della scelta sulle cose da fare. Avevamo una domenica libera da impegni e ne abbiamo approfittato per rifugiarci nei boschi, immersi nel verde per rilassarci. Vi parliamo delle visita alla Rocca di Pietracassia. Siamo nel comune di Lajatico (in provincia di Pisa) dove c’è un castello, o meglio quel che ne rimane, dimenticato. Le prime notizie sulla rocca risalgono al XI secolo.

Abbiamo portato il pranzo al sacco,pronti a mangiare sui prati a contatto con la natura, ma con nostra sorpresa abbiamo trovato due tavoli da sfruttare per il pic-nic. Ovviamente non poteva mancare il nostro kit Avventurosi!

 

Come raggiungerla?

Non è immediato il percorso. Si deve arrivare al paese di Lajatico (il famoso paese di Andrea Bocelli), si oltrepassa, fino ad arrivare al cartello in foto 1. Seguite la strada finchè non arriverete ad una specie di bivio/slargo, in foto 2 e proseguite verso destra.

Da qui la strada inizia ad essere sterrata, ma percorribile, solo gli gli ultimi 200/300 metri sono i più brutti. Ne vale, tuttavia, la pena perchè godrete dello splendido paesaggio che vi offrono le colline toscane. Arriverete ad una catena e ad uno spiazzo dove si deve parcheggiare l’automobile e da lì proseguire a piedi. Il sentiero, ben tracciato, è lungo circa 2 chilometri, da trascorrere nel bosco (state comunque attenti a piccoli e grandi cartelli che vi indicano la strada giusta ai bivi). Arrivati a 532 metri d’altitudine, troverete Pietracassia. 

 

Cenni storici

Pietracassia può essere considerata uno dei monumenti alto medievali più importanti della provincia di Pisa. Il grande masso calcareo coronato dalla Rocca, a 532 metri di altitudine, domina la strada che, risalendo il corso del torrente Sterza, collega direttamente la Valdera con la Valdicecina e vi si erge a naturale sbarramento, soprattutto dal lato nord, dove termina con uno strapiombo di circa 80 metri.

Da una fenditura aperta in tale masso sembra derivi proprio il nome Pietracassia (‘Pietra cassa’ significa pietra spaccata) sebbene alcuni storici collagano il suo nome da quello del triumviro romano Cassio. La sua posizione era già al tempo degli Etruschi ideale per controllare la via usata per la commercializzazione del rame estratto nelle vicine miniere di Montecatini.

Non si hanno date certe circa l’epoca di costruzione della rocca o di strutture, sorte per il controllo del territorio minerario, qui presenti in epoca Etrusca o Romana. Le prime notizie risalgono al 1028 d.C., e Pietracassia è indicata come posizione strategicamente importante sul confine tra la Diocesi di Volterra e il Contado di Pisa. Attorno al 1100 fu acquistata dal Vescovo di Volterra che ne perse il possesso, in favore dei Fiorentini, dopo la battaglia della Meloria (6 agosto 1284) per riaverlo nel 1355.

La struttura

Il complesso fortificato è diviso in due strutture distinte tra di loro: il castello, cioè il nucleo più elevato e più antico e la rocca, una cinta muraria di epoca successiva, costruita lungo il crinale e i terrazzamenti del colle, che avvolge il castello. Entrambi i corpi di fabbrica non si sviluppano su un perimetro completo, il lato nord è costituito dalla roccia calcarea e dallo strapiombo.[…]

La struttura è costitutita da un compatto e massiccio blocco squadrato con la facciata principale rivolta a sud, privo di qualsiasi apertura e fin dall’origine sicuramente senza merlatura. Le feritoie oggi identificabili furono aperte in epoca posteriore.

Gli unici elementi architettonici di un certo pregio sono le due torri angolariquadrilatera quella di ponente – oggi inaccessibile – a pianta eptagonale l’altra, a levante, ancora oggi in buone condizioni e accessibile. Al suo interno si può ancora ammirare un bel soffitto in pietra a botte.

L’unica porta di accesso al castello, attualmente gravemente danneggiata, si apre al centro del fronte principale, sopraelevata dal terreno di un paio di metri. All’interno non sono più identificabili gli edifici che costituivano alloggi e i servizi per la truppa.

Quel che ne rimane…

Sono rintracciabili solo i resti della torre del mastio, per gran parte collassata, situata nel punto più difficile da espugnare, usata come torre di collegamento a vista con gli antichi castelli di Montevaso, Chianti, Terricciola, Lajatico, Orciatico, Peccioli, Miemo. Da qui il panorama e la visuale sono ancora oggi stupendi. […]

Nella cortina è aperta un’unica porta, con arco a tutto sesto e ancora in buone condizioni, subito sotto la torre eptagonale del castello, che così fungeva anche da ulteriore difesa dell’accesso. Difronte all’ingresso sono ancora identificabili alcuni scalini scolpiti nella roccia.

Il declino della Rocca iniziò nel 1405 quando subì le trame di Pietro Gaetani che la consegnò ai Fiorentini per tornaconto personale. Nel 1431, Pietracassia si ribellò al dominio fiorentino, ottenendo in cambio di essere demolita per rappresaglia alla sua infedeltà. Nel 1434 la Repubblica Fiorentina la riconquistò e ordinò lo smantellamento con l’abbattimento del Mastio. La lontananza da centri abitati importanti ha permesso alla Rocca di giungere fino a noi senza sostanziali modifiche strutturali se non quelle provocate dall’usura del tempo. [fonte dei cenni storici: www.castellitoscani.com]

 

Teatro del Silenzio

Tovandovi a Lajatico non potete andare via senza aver visitato il famosissimo Teatro del Silenzio. 

Si tratta di un anfiteatro naturale, per naturale si intende realizzato senza interventi invasivi e senza utilizzare cemento, costruito nel 2006 per volere di Andrea Bocelli e la sua fondazione dove una volta l’anno vengono organizzati importanti eventi.

Nel 2019 Andrea Bocelli si esibirà a Lajatico nei giorni 25/27 luglio, qui i biglietti“Ali di libertà” è il titolo del mestoso concerto che sarà un’esperienza unica nel suo genere.

Si chiama Teatro del Silenzio perchè, negli altri 364 giorni dell’anno, essendo immerso nelle colline toscane, il silenzio è l’unico elemento che si “sente”… 

Nel periodo in cui il teatro non è in attività viene smontata la platea e si può ammirare il piccolo lago artificiale (sede del palco) che riflette le installazioni artistiche che cambiano ogni in anno. 
Questa che vedete nella nostra foto (di gennaio 2019) è Cubic Vision, la grande opera di Gualtiero Vanelli. E’ una scultura di oltre 5 metri di marmo scolpito che rappresenta una rivisitazione de La Pietà di Michelangelo. 

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